ASSOCIAZIONE TURISTICA E CULTURALE S'ARCHITTU

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PRODOTTI DELL'AGROALIMENTARE  DI QUALITA'

Il pane
Il pane è ritenuto il perno dell'alimentazione isolana. Il grano coltivato sull'isola ha sempre goduto di un' ottima reputazione per le sue notevoli qualità panificatorie, la sua resa e il suo sapore; sin dall'epoca dei Romani l'isola costituiva un fertile granaio, preziosissimo per l'economia dell'impero. Al pane viene riservata una grande considerazione sia per la disponibilità di materia prima sia per l'importanza che ha ed ha sempre avuto nell'alimentazione quotidiana.

Questo suo ruolo importante nell'alimentazione quotidiana lo ha reso cibo "sacro", presente in tutte le circostanze della vita, capace di assumere forme e nomi diversi, a seconda dei luoghi e delle ricorrenze per cui viene preparato: dal grande pane rotondo che si taglia a fette a quello schiacciato e privo di mollica, dalle focacce morbide, spesso triangolari, al pane carasau o carta musica, inventato per durare nel tempo. C'è poi il pane per le occasioni speciali: il pane del matrimonio, modellato a formare ghirlande e fiori, il pane del battesimo modellato come un merletto e perfino il pane della morte fatto con farina integrale e scuro come il lutto.

Olio d’oliva

Un prodotto di qualità del territorio del Montiferru è costituito dall’olio extravergine d’oliva che deriva dai vasti e secolari oliveti. Le condizioni climatiche, le caratteristiche del suolo di origine vulcanica, la felice esposizione di vaste porzioni di territorio che degrada dolcemente dal monte al mare costituiscono elementi naturali molti favorevoli. La lunga tradizione in questa coltivazione unita alla capacità di introdurre innovazioni nella coltivazione e nelle modalità di raccolta, privilegiando la qualità rispetto alla quantità hanno permesso a questa produzione di farsi apprezzare ben al di là dei confini locali e regionali.

Gli uliveti sono inoltre una importante componente del paesaggio del Montiferru.

Il vino

Fino a pochi anni fa si riteneva la vite importata dai fenici. Recentemente nel sito nuragico di Sa Osa, nel territorio di Cabras, nell'Oristanese (non lontano dal luogo del ritrovamento dei Giganti di Mont'e Prama), sono stati trovati oltre 15.000 semi di vite, perfettamente conservati in fondo a un pozzo. Grazie alla prova del Carbonio 14 i semi sono stati datati intorno a 3000 anni fa (all'incirca dal 1300 al 1100 a. C.), età del bronzo medio e periodo di massimo splendore della civiltà Nuragica. I semi analizzati sono quelli della Vernaccia e della Malvasia, varietà a bacca bianca coltivate nelle aree centro-occidentali della Sardegna.

La fortuna delle produzioni sarde continuò anche durante l'Impero romano, quando furono costruite numerose villae rustica tutte provviste di capaci celle vinarie. Nel periodo Giudicale, Eleonora d'Arborea impose l'impianto di vitigni nei terreni incolti e severe leggi per la loro salvaguardia.
Con l'arrivo degli Spagnoli, verso la fine del Quattrocento, accanto ai vitigni più antichi, come il Nuragus, comparvero il Girò, uva a maturazione precoce che, se lasciata appassire sulla pianta, produce un vino liquoroso, il Cannonau, parente stretto dell'Alicante, e il Torbato.

Negli ultimi decenni la produzione vinicola ha vissuto una fase di grande rinnovamento che le ha fatto raggiungere identità e qualità uniche: oggi l'isola vanta vini eccellenti in tutte le categorie.
Un vino di qualità del nostro territorio è la Vernaccia di Oristano, un vino di origini molto antiche. Nel periodo Giudicale, Eleonora d'Arborea impose l'impianto di vitigni nei terreni incolti e severe leggi per la loro salvaguardia. La Vernaccia è il primo vino sardo a cui è stata attribuita la DOC; la coltivazione è diffusa in un’area piuttosto circoscritta della Bassa Valle del Tirso, in provincia di Oristano.

“Bue rosso”

Da oltre 100 anni è caratteristica del Montiferru la razza bovina Sardo-Modicana, da cui derivano ben 2 dei 6 presidi Slow-food presenti in Sardegna: la carne del “Bue rosso” ed il formaggio “Casizolu”. La Sardo-Modicana è allevata allo stato brado: libera in ogni stagione nei pascoli oligofiti naturali del Montiferru. I vitellini sono allattati dalla madre fino allo svezzamento e poi si nutrono con le erbe dei pascoli; prima della macellazione c'è un periodo di finissaggio: gli animali sono ingrassati in stalla per due mesi, secondo un disciplinare che esclude insilati, mangimi di origine animale e composti Ogm.

Nel Montiferru la Sardo-Modicana si cucina bollita (petza in brou), profumata con timo, origano, menta, finocchietto; arrostita (petza arrustia) su uno spiedo sistemato accanto al fuoco. Altre due preparazioni classiche sono lo spezzatino (ghisau) e le Bombas (polpettine) fritte o in brodo.

Casizolu

E' un formaggio a pasta filata; la pasta è gialla e leggermente elastica. Ha una crosta liscia dal colore giallo-paglierino; quando è più stagionato tende all'ocra. All'olfatto ricorda una certa burrosità unita a profumi vegetali; a stagionatura avanzata diventa più intenso.  La sua forma assomiglia ad una pera con testina che varia a secondo della località di produzione; il peso varia fra i 3 e i 5 Kg. Richiede una stagionatura fra 30 giorni e 15 mesi.

La tradizionalità del prodotto è legata al latte utilizzato nella produzione che deriva esclusivamente da vacche della razza Sardo-Modicana.

Il pecorino
In fondo lasciamo il prodotto universalmente più conosciuto della Sardegna, che non ha certo bisogno di presentazioni.

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