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UNA STRAORDINARIA AZIONE DI DIFESA DEL NOSTRO MARE: LA BATTAGLIA CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL PARCO EOLICO OFF-SHORE DI IS ARENAS

Vogliamo ricordare la straordinaria azione di difesa del nostro mare: la battaglia contro il parco eolico off.-shore di Is Arenas.

E' la storia di come la giusta esigenza di produrre energie alternative si sia tradotta, a causa di politiche errate (incentivi eccessivi, espropriazione del livello decisionale locale e regionale, mancanza di prescrizioni per un corretto inserimento), in un assalto della speculazione finanziaria al mare e alle coste della Sardegna, con gravi pericoli per il mantenimento della vocazione turistica dell'Isola.

E' la storia di una mobilitazione spontanea contro un intervento irrispettoso nei confronti dell'ambiente, del paesaggio, degli abitanti e delle attività economiche esistenti, cresciuta fino a rendere scoperte le contraddizioni delle proposte di parchi eolici in mare, a poca distanza dalle coste, che ha portato a una risposta compatta della Sardegna contro il nuovo assalto alle sue coste.

Prime notizie

E' di sabato 11 settembre 2009 la pubblicazione dell'avviso della Capitaneria di Porto di Oristano relativa alla richiesta da parte della società IARE (Is Arenas Renewables Energies) di concessione di un enorme tratto di mare per la realizzazione di un parco eolico di Is Arenas.

Va bene l'energia pulita, ci si interroga sul lungomare di S'Archittu, ma in cosa consiste il parco eolico off shore?

Si tratta di 80 torri, 80 torri eoliche alte 130 mt. (100 sopra il pelo dell'acqua) poste in mare ad una distanza da 2 a 8 km dalla costa del Sinis, davanti alle spiagge di Is Arenas, da Santa Caterina di Pittinuri fino a Su Pallosu per un'area di quasi 22 milioni di metri quadri.

progetto del parco eolico

Prima settimana: inizio della mobilitazione

Parte una mobilitazione spontanea, che si estende con incredibile velocità: il 13 si apre una pagina su facebook, mentre il 18 inizia la raccolta di firme su petitiononline; nella prima settimana si avranno 2000 adesioni su FB e 500 firme su petitiononline.

Nel frattempo si inizia un lavoro di analisi della proposta di parco eolico e di documentazione; inoltre si contattano alcuni parlamentari locali che fanno le prime interrogazioni ai ministeri interessati.

Un passo sostanziale da un punto di vista organizzativo viene fatto domenica 20: a S'Archittu si tiene un' assemblea con un centinaio di presenti: si forma un Comitato di coordinamento con una dozzina di nominativi.

La stampa regionale inizia a seguire l'iniziativa con articoli quasi ogni giorno.

Seconda settimana: cresce l'adesione popolare e iniziano le prese di posizione dei comuni interessati

Lunedì 21 le firme su petitiononline sono 1200, mercoledì il gruppo facebook ha 6000 adesioni, ma incomprensibilmente viene chiuso; si apre il nuovo sito: noalcampoeolicoaisarenas.blogspot.com.

Il Comitato approfondisce le linee di critica al progetto:

  • Le torri sono troppo vicine al litorale, con un forte impatto visivo e di conseguenza con riflessi negativi sull'attività turistica delle borgate marine e conseguentemente dei paesi circostanti.

  • Vi sono poi fondati motivi di preoccupazione per il mare: le torri sono alte come grattacieli di 30 piani, necessitano di pali di fondazione infissi nei fondali per decine di metri protette dalla erosione da montagne di pietrame; quindi sconvolgimento dei fondali, riflessi erosivi sulla costa, inquinamento nelle fasi di posa e di manutenzione ed il rischio che a fine produzione rimanga una selva di torri arrugginite come già visto sul Monte Arci.

  • S'Archittu è uno dei 24 monumenti naturali tutelati dalla Regione Sardegna, il piano paesaggistico regionale ha esteso la tutela al paesaggio circostante che sarebbe irrimediabilmente compromesso.

  • Una parte dell'area marina di cui si chiede la concessione ricade nell'area del SIC di Is Arenas (sito di interesse comunitario tutelato dalla Comunità europea).

Sono avviate le seguenti iniziative:

  • Petizione alla Capitaneria in cui si motiva la richiesta di blocco del procedimento di concessione marittima dell'area con raccolta firme degli intereressati;

  • ricorso, in collaborazione con Adiconsum, contro la concessione evidenziando i possibili danni economici all'attività turistica, firmato da proprietari e gruppi di interesse (esercenti, pescatori, ecc.)

  • lettera alle amministrazioni locali (Comuni, Provincia, Regione) motivando le ragioni del no e chiedendo prese di posizione;

  • invio di un documento alle associazioni ambientaliste, per lo più restie a prendere posizione.

Il Comitato partecipa all'assemblea indetta dal Comune di San Vero e ai Consigli Comunali di Narbolia e Cuglieri che approvano documenti contro il parco eolico.

Terza settimana: il fronte del no al progetto si consolida a livello provinciale

Si apre lunedì 28 con l'assemblea pubblica a Santa Caterina di Pittinuri a cui partecipano 300 persone. I sindaci dei tre comuni direttamente interessati si impegnano a mettere a punto osservazioni scritte per l’opposizione al parco eolico.

Il Comitato fornirà assistenza, assieme ad Adiconsum e Gruppo di intervento giuridico per le opposizioni dei “portatori di interesse". Sono presenti un parlamentare nazionale ed alcuni consiglieri regionali e provinciali.

Martedi 29, Assemblea in Provincia, con il Presidente, i sindaci, una rappresentanza del Comitato. Viene presentata la simulazione dell’impianto predisposta dagli uffici, che mostra l'impatto visivo delle pale poste molto vicino alla costa.


S'Archittu e le pale eoliche

Aderiscono alla protesta altri comuni: Oristano, Cabras, Riola e Seneghe. Il Presidente della Provincia propone un voto congiunto dei consigli provinciale e comunali.

Proseguono le interrogazioni parlamentari da parte di esponenti sia di maggioranza che di opposizione. Una interrogazione scritta è presentata anche da un parlamentare alla Commissione Europea, per l'interferenza del progetto in area tutelata dal SIC Is Arenas.

Presentazione del ricorso alla Capitaneria da parte delle associazioni Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra.

Del caso iniziano ad interessarsi anche stampa e tv nazionali: articoli su La Stampa e L'Unità e servizi su Rai 3 e Sky Tg 24.

La settimana si chiude con una grande Assemblea sulla spiaggia di Is Arenas a cui partecipano 3000 persone. Molte le magliette gialle del Comitato con la scritta: no all'eolico selvaggio.

Intervengono due ex Presidenti della Regione (centrosinistra e centrodestra) ed altri rappresentanti delle istituzioni: tutti si esprimono contro il Parco eolico.

manifestazione a Is Arenas contro il parco eolico

manifestazione a Is Arenas contro il parco eolico

Quarta settimana: manifestazione a Cagliari e pronuncia del Consiglio Regionale

Lunedì 5 si tiene la riunione congiunta del consiglio provinciale e dei consigli comunali al teatro Garau. Intervento contro il progetto da parte di Legambiente e presentazione di opposizione da parte di Italia Nostra.

Martedì 6 ottobre si svolge la manifestazione a Cagliari: pullman da S'Archittu e numerose auto, per un totale di duecento “magliette gialle”.

manifestazione a Cagliari contro il parco eolico di Is Arenas

Una delegazione viene ricevuta dalla Presidente del Consiglio Regionale che conferma l'impegno del Consiglio contro il progetto; il giorno successivo il Consiglio approva un odg che esprime parere contrario al progetto ed impegna la Giunta Regionale a presentare opposizione formale.

Giovedì 8 una delegazione del Comitato consegna alla Capitaneria di Porto di Oristano le 30.000 (trentamila!) firme raccolte contro il progetto e i 600 ricorsi dei proprietari di casa e degli esercenti. Questa straordinaria raccolta di firme, ben superiore agli abitanti dei paesi interessati, è stata possibile solo per la grande mobilitazione e l'impegno di un gran numero di cittadini in ogni comune.

Crescono i dubbi sulla società che ha presentato il progetto di parco eolico: la Is Arenas Renewables Energies è stata costituita pochi giorni prima della presentazione del progetto, con un capitale sociale di 10.000 euro,mentre per la realizzazione del progetto ne occorrono 500 milioni! Una sede fantasma a Bosa, l'amministratore residente a Montecarlo, la società che controlla la Is Arenas ha sede in Lussemburgo... Vengono avviate indagini da parte della Procura di Oristano e della Capitaneria di Porto.

La lotta all'eolico selvaggio si estende ad altre realtà regionali

Si scopre intanto che sono state presentate altre richieste di concessione marittima per la realizzazione di parchi eolici: si prospetta la realizzazione di una selva di pale eoliche a circondare tutto il centro e sud-ovest della Sardegna, a pochi km dalle coste.

Ci si chiede come mai sta avvenendo questo assalto, la risposta non è poi tanto difficile.

Le industrie che inquinano invece di ridurre le loro emissioni preferiscono acquistare certificati verdi, riconosciuti dallo Stato ad es. a chi produce energie alternative. In Italia il loro “valore” è maggiore che in altri paesi per incoraggiare la produzione di energie alternative, ancora scarsa.

A ciò si aggiunge l'obbligo per il Gestore della Rete Elettrica di acquistare certificati eventualmente invenduti, tanto poi tutti gli incentivi sono caricati sulla bolletta degli utenti.

La strada dei parchi eolici in mare sembra poi la più semplice da un punto di vista autorizzativo: il governo Prodi ha spostato a livello nazionale l'autorizzazione alla realizzazione degli interventi off shore, il governo Berlusconi ha spostato a livello nazionale anche il procedimento di valutazione ambientale (VIA); le Regioni non hanno più voce in capitolo.

L'assalto alle coste è quindi aperto alla speculazione finanziaria che in un sistema protetto e con il centro decisionale lontano dalle popolazioni interessate, ma magari vicino ai proponenti, sperano di realizzare grossi profitti senza rischi. Del resto del tema si occuperà anche la Commissione Nazionale Antimafia, per i rischi di infiltrazione nelle società ai fini anche del riciclaggio di denaro.

S'Archittu torna a sorridere

Ormai in ogni realtà territoriale interessata dalla proposta di parco eolico in mare si assiste a iniziative di opposizione da parte della popolazione, delle amministrazioni e delle forze politiche e sociali. Agli inizi di novembre a Santa Giusta, interessata dall'intervento di Abarossa (secondo in termini di tempo di presentazione), si riuniscono Sindaci provenienti da molti comuni delle Sardegna per esprimere una opposizione comune all'eolico in mare.

Contemporaneamente sul progetto Is Arenas vi sono pronunciamenti dei ministri interessati: Prestigiacomo (Ambiente) ricorda che l'intervento insiste su area tutelata dalla Comunità europea (SIC Is Arenas); Matteoli (Infrastrutture) afferma che non metterà mai la sua firma sull'autorizzazione. Tuttavia si tratta solo di pronunciamenti verbali, mentre al Ministero dell'Industria prosegue l'istruttoria. Dovrebbe essere avviata la Conferenza dei Servizi con gli Enti interessati: la Regione che ha presentato ricorso formale (anche se oltre i termini), Provincia e comuni interessati, Prefettura e Capitaneria e soggetti che il ministero riterrà rappresentativi degli interessi del territorio.

Tuttavia le sollecitazioni della Capitaneria alla IARE per assicurare l'impegno relativo alle spese della Conferenza restano senza risposta; la società prestanome sa che rischia di perdere ulteriori soldi.

Ormai la Regione ha deciso di presentare opposizione formale ad ogni progetto di parco eolico in mare; nel piano d'azione regionale per le energie rinnovabili in Sardegna- Documento di indirizzo sulle fonti energetiche rinnovabili (delibera 12/21 del 20.3.2012) la casella degli impianti eolici off shore resta vuota.


Il vecchio S'Archittu, l'archetto che da milioni di anni si oppone alle mareggiate del maestrale, sa che dopo la tempesta ritorna la bonaccia ed è tempo di rilassarsi.



Associazione Turistica Culturale S'Archittu
via Lungomare - loc. S'Archittu - 09073 Cuglieri (ORISTANO)