ASSOCIAZIONE TURISTICA E CULTURALE S'ARCHITTU

 TERRITORIO
 ITINERARI
  STORIA E ARCHEOLOGIA
 EVENTI A S'ARCHITTU
CORNUS, CITTA' ROMANA
Dopo la sconfitta contro gli eserciti di Roma e le probabili distruzioni e riduzione dell'area di pertinanza, Cornus divenne una delle città romane più importanti della Sardegna. Sull’altopiano di Campu ‘e Corra doveva trovarsi il foro e la zona monumentale, anche se buona parte dell’altipiano era destinato all’agricoltura.
La città si estendeva anche verso il mare e numerose nel territorio erano le ville rustiche con annesse strutture produttive agricole.

L’economia della zona si fondava oltre che sulle abbondanti risorse agricole, forestali, minerarie, anche sul commercio particolarmente con il nord africa.
Dell’acquedotto, alimentato dalle sorgenti situate alle pendici del Montiferru, sono state individuate tracce a Corchinas e Campu ‘e Corra.

In questo periodo Cornus era collegata alle altre città dalla strada litoranea occidentale che nella zona toccava le città di Bosa, Cornus, Tharros. Del collegamento con Tharros rimane il ponte romano sul rio Ozzana (Riu Ozzanas).   

Poco a nord di Santa Caterina la strada passava accanto al nuraghe Oratiddo. Qui è stato rinvenuto il più antico miliario stradale della Sardegna (fine del II secolo a.C.).

Le necropoli
Ad Angrone (zona di S’Archittu al di sopra della statale, in direzione S. Caterina) ed a Sa Fossighedda (valletta di fronte e a nord dell’arco) erano situate le necropoli; furono riutilizzate anche le preesistenti necropoli puniche (Fanne Massa) ed altre necropoli lungo il diverticolo per Gurulis nova.
Molti materiali provenienti da queste necropoli sono conservati presso i musei di Cagliari e di Sassari.

Per alcuni secoli Sa Fossighedda (area a fronte e a nord dell'Arco) fu occupata da una grande necropoli della città di Cornus. Tra i tanti ritrovamenti citati da A. Taramelli nella Carta Archeologica della Sardegna relativamente a Cornus, si menziona quello del 1862, quando ''una società di dilettanti.... saccheggiò centinaia di tombe romane..''
Parte dei ricchi corredi finì in collezioni private e successivamente nei musei di Cagliari, Sassari e altrove. Tra i tanti vetri che risultano al museo di  Cagliari come provenienti da Cornus, Taramelli cita come rinvenuto a Sa Fossighedda nel 1862, un  prezioso bicchiere di vetro con scritta in greco, che risulta nell'elenco delle acquisizioni del 1863 predisposto dal direttore del museo Gaetano Cara che allega anche un preciso disegno della scritta.

La traduzione della scritta da parte del prof. Attilio Mastino é: ''entrando, prendi la vittoria'' con riferimento alle competizioni nel bere. Esistono solo due altri esemplari, prodotti con la medesima matrice, al museo del Louvre.

Cornus nella fase finale dell'impero romano e nell'alto medioevo
Nell’alto medioevo Cornus fu uno dei primi centri di diffusione del cristianesimo in Sardegna, con sviluppo di insediamenti paleocristiani importanti, localizzati nell’area suburbana a nord della città, nella zona nota come Columbaris (Vedi scheda su Columbaris).
Nel sito dell'Acropoli di Cornus (collina di Corchinas) sono state realizzate campagne di scavo dal 2011, nate dalla collaborazione tra l'Universitàdi Sassari e l'Institut für Klassische Archäologie della Freie Universität Berlin e successivamente con l'Università di Viterbo.
Col proseguimento delle ricerche gli archeologi ritengono di poter accrescere le conoscenze su una città che fu molto importante nel passato, ma di cui si conosce ancora poco.
ATC S'ARCHITTU, VIA LUNGOMARE 39 CUGLIERI