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I betili di Santa Caterina di Pittinuri, provenienti da Oragiana.

Presso la chiesa di Santa Caterina di Pittinuri si trovano 4 betili provenienti dall'insediamento nuragico di Oragiana (o Oraggiana), che si trova a nord di S. Caterina, nella zona conosciuta come “riforma”.

Oltre al nuraghe quadrilobato vi sono i resti di un villaggio e i resti della tomba dei giganti dove erano i betili.

Un quinto betilo, spezzato, fu riutilizzato in loco alla metà del secolo scorso.

Betili a S. Caterina di Pittinuri

Quale significato simbolico dobbiamo assegnare ai betili? Ce ne parla il grande archeologo sardo GIOVANNI LILLIU:

“Conosciamo sinora una ventina di tombe di stile « ortostatico-levigato », con stele o fregio a dentelli. Ve ne sono nel Fonnese, nelle Baronie, nell’altopiano di Sédilo e Paulilátino, nel Meilogu, nel Montiferru, nell’Ogliastra, ossia in una fascia centrale della Sardegna che va da costa a costa. Per lo più a questo tipo tombale si accompagnano betili troncoconici, lisci o segnati.

Appunto di 23 betili a tronco di cono oggi conosciuti, in massima parte di basalto (ne ricordo la simbologia cromatica), mostrano succinti particolari figurativi che riflettono concezioni del sacro rese astrattamente come di norma. I più sono variati da tre a cinque incavi rotondi o quadrangolari, situati tutto all’intorno nel terzo superiore delle pietre ben tagliate e profilate.

Adduco esemplari delle tombe di Perclu Pes- Paulilátino, Sòlene-Macomer, Oragiana-Cuglieri. Alti da m. 1,05 a 1,93 con circonferenza media di rn. 1,75, i tre quarti del giro sono finemente levigati. La parte restante rimane liscia, allo stato naturale della pietra, con lo stacco netto d’un riquadro trapezoidale che appiattisce decisamente il solido rotondo. Uno dei tre betili di Perdu Pes ed uno dei cinque di Oragiana presentano nel pieno centro della sommità una bozza tondeggiante in rilievo d’incerto significato.

Il volume troncoconico stilizza una sagoma umana, la parte piatta rappresentando il petto e il resto convesso il dorso. Il simulacro antropomorfo è perfezionato dalla rappresentazione degli incavi-occhi, suggerenti, nella pluralità anormale, un essere sovrumano, la vista del quale acquisisce un caratteristico valore simbolico, funzionale all’ideologia magico-religiosa.

Poiché i monoliti del genere stanno in contiguità topografica ed in rapporto ideale con tombe di giganti di squisita fattura, sorge l’ipotesi d’una immagine di divinità, non sappiamo se maschile o se femminile, che ha occhi dappertutto, che vede tutto alI’ingiro come si addice a un guardiano del sepolcro, a un custode potente e terribile che vigila, con occhi sempre aperti, sulla comunità dei morti sepolti nella tomba monumentale. Essi vengono protetti e difesi, per la presenza materiale e ideale di questi esseri o spiriti della pietra, da tutti i pericoli fisici e psichici.”


Tratto da: GIOVANNI LILLIU, LA CIVILTA’ NURAGICA, Carlo Delfino editore
. Reprint in rete sul sito Sardegna Cultura: www.sardegnacultura.it/documenti/726_20060401123725.pdf

Betili di Tamuli                                                                                           

Nell’area archeologica di Tamuli, in comune di Macomer è possibile visitare un villaggio nuragico con nuraghe e tre tombe dei giganti. Qui sono presenti anche 6 betili, di cui alcuni del tipo mammellare, ossia con protuberanze in rilievo, forse rappresentanti divinità femminili.

Per accedere all’area archeologica presidiata, da San Leonardo (comune di Santu Lussurgiu) ci si dirige verso Macomer seguendo poi le indicazioni nella zona di “Monte Sant’Antonio”




Per comunicazioni ed informazioni ci si può rivolgere ai seguenti indirizzi:

atecsarchittu@tiscali.it
Associazione Turistica Culturale S'Archittu
via Lungomare - loc. S'Archittu - 09073 Cuglieri (ORISTANO)