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BREVE STORIA DEL TERRITORIO OGGI OCCUPATO DALLE BORGATE MARINE DI CUGLIERI

Certamente la notizia storica più nota è questa: sulle colline alle spalle dell’area costiera si trovava l’antica città di Cornus che fu centro della rivolta antiromana del 215 a.C.

Le testimonianze materiali raccolte dagli archeologi, ma anche la presenza di nuraghi e domus de janas ci dicono che la presenza umana nel territorio è iniziata molto prima.
Le prime tracce di presenza umana nel territorio risalgono al neolitico antico, agli inizi del VI millennio avanti Cristo (5700-5300 a.c.). Le aree lungo il mare che oggi usiamo come spiagge e per le passeggiate, sono state per molti anni la “residenza” di antiche popolazioni che vivevano di caccia, pesca e raccolta di ciò che mare e terra fornivano. In particolare sono state studiate dagli archeologi le comunità di Su Paris de Sa Turre (il pianoro su cui sorge la Torre di Santa Caterina di Pittinuri) e di Sa Turre de Su Puttu (il promontorio di Torre del Pozzo).
Nel settore costiero, nei banchi calcarei furono aperte numerose domus de janas nell’età del rame, utilizzate anche successivamente.


Il periodo nuragico ha visto un intenso popolamento del territorio, basti pensare che sono stati censiti nel territorio di Cuglieri più di 60 nuraghi e numerose tombe dei giganti. Facilmente raggiungibili sono i betili ad incavi oculari, provenienti dal nuraghe Oraggiana ed ora osservabili nel giardinetto a fronte della Chiesa di Santa Caterina; nei pressi delle borgate ne possiamo incontrare alcuni, come l’Oratiddo, il Crastachesu e l’Ammeddosu, questi ultimi in un ambiente particolarmente suggestivo.




Per più di un millennio le colline tra S’Archittu e Torre del Pozzo hanno ospitato la città di Cornus.

I primi dati certi dell’insediamento risalgono alla seconda metà del sec. VI a.C. Nel 215 a.C. Cornus fu il cuore della rivolta sardo-punica capeggiata da Ampsicora contro i Romani.

Divenne poi una delle più importanti città romane della Sardegna, fino alla decadenza. In questo periodo Cornus era collegata alle altre città dalla strada litoranea occidentale; del collegamento con Tharros rimane il ponte romano sul rio Ozzana (Riu Ozzanas).

Dell’ultimo periodo di vita della città (periodo paleocristiano e altomedievale) rimangono le rovine del complesso di Columbaris.

Come in molte altre realtà della Sardegna, le aree costiere perdono di importanza a favore delle aree interne, più sicure rispetto al pericolo rappresentato dalle incursioni barbaresche.
Alla fine del 1500 ritroviamo come protagonisti i promontori delle Torri: la rete difensiva delle torri costiere contro le incursioni barbaresche è stata realizzata nell’arco di un ventennio dal 1591 al 1610, durante la dominazione spagnola, recuperando anche alcune torri precedentemente realizzate. Da Capo Mannu a Bosa le torri erano 11 mentre su tutta la costa della Sardegna erano oltre 80.


Fino agli anni ‘50 nel territorio oggi occupato dalle borgate marine di Cuglieri restavano poche case di pescatori e di pastori; poi è cominciato il flusso estivo dai paesi vicini, la costruzione delle seconde case e infine l’insediamento stabile di alcune centinaia di abitanti.




Per comunicazioni ed informazioni ci si può rivolgere ai seguenti indirizzi:

atecsarchittu@tiscali.it
Associazione Turistica Culturale S'Archittu
via Lungomare - loc. S'Archittu - 09073 Cuglieri (ORISTANO)