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  1. ANELLO DI CONCA MELE  (download PDF)

 

Il monte Conca Mele, altezza 470 metri, è posto ai confini del comune di Cuglieri con il comune di Seneghe. Gli elementi di interesse dell’escursione sono: la valle del Riu Sirisi, che a “pochi” passi dal mare si presenta completamente ammantata da fitta vegetazione, senza alcun segno di attività recente; il panorama della costa da Is Arenas a S. Caterina che si gode nella parte più elevata del percorso; la possibilità di proseguire dal punto più elevato del percorso verso il Monte di Seneghe e poi fino alla sommità del massiccio vulcanico del Montiferru. L’intero percorso è di circa 16,4 chilometri, con un dislivello di 385 metri. Partendo dall’accesso all’area archeologica di Columbaris (C ), il percorso si riduce a 13,4 km.


Inizio: Incrocio tra via dell’Alisso e statale 292 a S’Archittu (segnaposto A, quota 15 m.)

Si risale la via che termina alla chiesa della borgata. Sulla sinistra della chiesa si sale lungo la sterrata e all’incrocio dopo 200 m, si va a sinistra ritornando sulla 292 che si attraversa seguendo poi la sterrata al suo fianco. Dopo 300 m si riattraversa la statale (segnap. B) e si prende l’ampia sterrata di fronte che porta in 1 km alla strada di accesso all’area archeologica di Cornus-Columbaris (segnap. C). Si prosegue invece diritto su strada più stretta e cementata arrivando dopo mezzo km su un pianoro che affianca la suggestiva valletta incisa dal Riu Fanne Anzone; guardando tra le rocce è possibile distinguere una casettina di pietra che sembra appesa alla parete.


Ci si trova immersi nella macchia mediterranea, con fichi d’india (figa morisca), olivastri (ozastru), perastri (pirastu), mirto (multa).

Nei mesi invernali lungo l’itinerario si raccoglie l’asparago selvatico (isparalu areste).

In primavera vi sono distese fiorite di cisto bianco o di Montpellier (mudregu biancu) e di asfodelo (uscradeu); i grandi cespugli rotondeggianti di euforbia arborea (latturigu) sono cosi numerosi da determinare con la fioritura primaverile i colori dominanti della vegetazione, dal verde al giallo, al rossastro.


Dopo altri 500 metri si lascia sulla destra la strada che porta al Nuraghe Crastachesu (segnap. D; vedi itinerario archeologico). Proseguendo per un altro km. si arriva ad un incrocio con uno slargo (segnap. E). Si sono percorsi 4,2 km: fin qui si potrebbe giungere con l’auto, con l’avvertenza che la strada va percorsa con prudenza perché è in cattive condizioni. Sulla sinistra una sterrata di servizio ad insediamenti agricoli; sulla destra una baracca e la stradetta che porta verso Nuraghe Ammeddosu ma anche verso l’edifico abbandonato della miniera di ferro del Monteferro (piccola altura che ha dato il nome all’intero complesso vulcanico Montiferru) e del Riu Sirisi. Si prosegue sempre dritto, puntando verso la caratteristica sagoma a tre punte arrotondate di Conca Mele, superando prima una catena che impedisce l’accesso alle auto, poi un cancello chiuso con una corda (da richiudere immediatamente dopo il passaggio!). Ancora 1,5 km e si arriva ad un prato dove con attenzione è possibile individuare un incrocio (segnap. F)

Qui inizia il vero e proprio anello di Conca Mele: sulla sinistra sale la strada che faremo nel ritorno; proseguiamo invece dritto nel prato, superando un abbeveratoio ed un vecchio cancello di ferro da aprire con attenzione, in quanto non più vincolato ai sostegni.

Si scende ora verso il fondovalle percorso dal rio Sirisi immergendoci in un ambiente in apparenza incontaminato: da ogni lato si vede solo bosco, mentre alla vista non compaiono case, pascoli, antenne o linee elettriche. L’unico rumore è quello del rio che scorre più in basso.

In effetti questi ambienti sono stati abitati fin dall’antichità come risulta da pochi frammenti di selce sul sentiero e sono sempre stati percorsi alla ricerca di minerali. Lungo la valle del rio Sirisi e nelle zone vicine per molti secoli e con alterne fortune, sono state coltivate fino alla metà del 1900 le miniere di Monteferro dette anche Su Enturgiu. Monteferro ed Enturgiu sono due piccole cime poste a sud del Sirisi; notizie sulle queste miniere sono disponibili sul sito del comune di Seneghe e su quello delle miniere di Sardegna (www.comune.seneghe.or.it; www.minieredisardegna.it ).

Oggi la natura ha ripreso il sopravvento e scompare qualsiasi traccia di attività umana; l’unico elemento negativo è dato dal progressivo infrascamento del sentiero, probabilmente percorso solo nei periodi di “caccia grossa” al cinghiale, qui particolarmente abbondante. Il sentiero è comunque ancora percorribile e ben individuabile, basta solo la precauzione di scostare qualche pungente ginestra. La vegetazione è varia con lavanda selvatica (ippigula), corbezzolo (ulidone), erica scoparla (castanzalzu), biancospino (calavriga), ginestra spinosa (martigusa), ma anche leccio (elighe) e qualche sughera (suerzu).


Si scende nella valle fino a raggiungere il rio; la carta IGM localizza in quest’area una ex miniera di ferro di cui però non si scorge traccia. Dopo 1,6 km. dall’incrocio basso di Conca Mele, si raggiunge una sterrata più ampia utilizzata da mezzi agricoli (Segnap. J). La si imbocca a sinistra salendo verso un bosco di sughere: la vista si apre sulle cime circostanti.

Al termine della salita, si arriva all’incrocio alto di Conca Mele (segnap. G, quota circa 400 metri); dal bivio basso si sono percorsi 3 km, con un dislivello di quasi 200 m, dato che c’è qualche saliscendi. Da questo incrocio inizia, in direzione nord, il percorso verso Funtanas da cui si può proseguire verso il Monte di Seneghe e, se restano forze e tempo, il Monte Urtigu, ovvero la cima più alta del massiccio del Montiferru.

Si scende ad ovest di Conca Mele, inizialmente in un tratto senza vegetazione arborea, con ampi panorami sulla destra e con le rocce di Conca Mele sulla sinistra. Al termine della zona con rocce, si trova un cancello con catenaccio arrugginito che scorre con difficoltà (richiudere dopo il passaggio). Ci si immerge poi in una vegetazione abbastanza fitta ed invadente data la scarsa frequentazione, ma il tracciato resta sempre evidente e percorribile con facilità. Al termine si trova un cancello chiuso con un legaccio, da richiudere dopo il passaggio: ci troviamo infatti in una zona a pascolo dove spesso soggiorna un gregge. Sulla destra una strada sale in poche decine di metri al fabbricato rurale (C. Salaris su Carta IGM) che si scorge tra gli alberi. Si prosegue invece dritto sulla sterrata in discesa fino ad incontrare l’incrocio F. Dal bivio superiore si sono percorsi 2 Km, ne rimangono 5,7 per ritornare a S’Archittu.

Tempo di percorrenza circa 5 ore, che si riducono a 4 se si parte dall’area di sosta (C).


Traccia dell'itinerario scaricabile da Wikiloc all'indirizzo:

http://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=2617229

CARTOGRAFIA ELABORATA IN PROPRIO A PARTIRE DAI DATI CARTOGRAFICI DELLA REGIONE SARDEGNA, DEL DATABASE MULTIPRECISIONE


Per comunicazioni ed informazioni ci si può rivolgere ai seguenti indirizzi:

atecsarchittu@tiscali.it
Associazione Turistica Culturale S'Archittu
via Lungomare - loc. S'Archittu - 09073 Cuglieri (ORISTANO)